tempo di migrare - ordine di nascita. parole la domenica

 


  • I pastori (from “Alcyone, Sogni di Terre Lontane” - 1903)

     

    Settembre, andiamo. È tempo di migrare.

    Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori

    lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

    scendono all’Adriatico selvaggio

    che verde è come i pascoli dei monti.

     

    Han bevuto profondamente ai fonti

    alpestri, che sapor d’acqua natia

    rimanga né cuori esuli a conforto,

    che lungo illuda la lor sete in via.

    Rinnovato hanno verga d'avellano.

     

    E vanno pel tratturo antico al piano,

    quasi per un erbal fiume silente,

    su le vestigia degli antichi padri.

    O voce di colui che primamente

    conosce il tremolar della marina!

     

    Ora lungh'esso il litoral cammina

    La greggia. Senza mutamento è l’aria.

    Il sole imbionda sì la viva lana

    che quasi dalla sabbia non divaria.

    Isciacquio, calpestio, dolci romori.

     

    Ah perché non son io cò miei pastori? E va bene. Tempo di migrar. Al Adriatico, anche se mi manca la mia montagna. (Non l'oceano, che è diverso.) Comunque.

  •   Amo un certo tipo di pigrizia: 'wandering' si dice in Inglese. Lasciare che il corpo fa le sue cose, sentire l'aria nella sua diversità tra luogo e luogo, momento e momento, gli odori, le forme, il cadere delle foglie secche che assumano strutture nel vento che gira, chiamare una capretta e sentire i suoi peli lisci dopo che si e avvicinato, vedere le persone in città, i loro modi di camminare, di posare, le espressioni, il suono delle cose, mentre nella la testa indietro da qualche parte ci sono io, tipo, pieno della mia assenza. Non tanto con tutto il resto, fuori, ma altrove. Come altri. Non ci di meglio. Ma non e seria. Ma prima....

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E da un po' che ho una domanda a cui non riesco a trovare risposta. Tipo 25 anni. Abbia a che fare forse con i segnali che le mamme, umane in questo caso, mandano ai loro feti. Ma non necessariamente. E anche l'omosessualita' e aspetti delle strategie di riproduzione modulati largamente epigeneticamente, e forse anche quei comportamenti relativi che, messi assieme, viene chiamato la psicopatologia. Comunque. 

Mia madre esibisce, per varie ragioni, meglio non dirle qui, una fortissima propensita allo stress. Molto probabilmente mi ha mandato durante il primo trimestre delle androgeni (androstenedione). Ie, ho il 'marker' delle d2-d4 invertito e forse altri aspetti che dirò dopo. Il mio feto ha poi risposto probabilmente piu tardi nella gravidanza e ex-parto producendo una relativamente notevole quantita di testosterone. In termini piu diretti e semplici, mi avra 'detto' che 'e un mondo di merda, ma veramente, poche risorse, e la tua posizione in esso sara probabilmente di merda. Vedi tu il da fare.' Il mio feto ha risposto 'Che palle. Mi faccio crescere piu i fretta del solito sia in mente che in corpo, ex-parto, e con altri attributi specifici legato alla sopravivenza. E cerchero, probabilmente, di riprodurmi in una maniera specifica.'

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Devo accorciare. Ma come? Gia' in ogni frase sopra ci sono punti lasciati, specificazioni di fatto importanti. Comunque.

  Diciamo così: propensita' omosessualità maschile direttamente proporzionale ai numeri di fratelli piu grandi; Propensita' di guidare strutture sociali maturi, tipo compagnie con grosse capitalizzazioni in industrie vecchie-maturi, a dismisura, ai primi nati. (Estende anche alle donne e non-bianchi); Tendenza alla depressione per i primi nati relativa ai fratelli - molto meno. Suicidio invece, di piu; Donne più propense all depressione che i maschi; Tanti altri indizi. 

Se qualcuno ha letto fin qua.... devo continuare o si capisce gia dove vado a parare? Ovvero: ci sara un tipo di segnale che indirettamente risulta nella dimethylation di alcuni geni, risultante uno sviluppo 'hard-wired' equilibrio piu intrinseco (dietro, destra, tempo-parietale, ventrale, mediale) o viceversa? E questo cambia 'chi sono' e 'cosa devo fare'? (Che implica definire 'chi non e/non sono io', e 'che significano gli altri'.)

Vado a trovare i miei pastori. E dopo, le mie mucche e la mia montagna. 




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